Lisa non lede

Lisa lisa lisa non lede
s’appena storce
cantate le melo/die approssima
e quello che percorre pare sorge

malisa sorniona s’intuffa
nello ieratico paglierino
diventa cinquanta metri
e a dirla grande

sonìo.

Solo io la vedo intera, la quacchera
e la risolvo in bilingue abbrivio.

Solo io la credo finita, l’insula
e trovo modo di elevarla a gattino.

Sol’io immagino che ride: impasta
le forme del proposito tradito

e me la mena a dito, l’algebra
fregna sincretica e propiziante
lisa stupita nel dieci
tangenziale al due quinti
sottratta all’attimo
gangola gangola
nel posto piano trino
lisina sgomenta a trenta
per cine tue squisite
altra veste vo’ colando
illesa e

languida

languida

languida

languida

languida

languida

languida

languida

 

                                                     Silvia Molesini

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