Ragioni per cui non scrivete romanzi [I]

Possedevate una copia di “Come si fa un romanzo”, del De Unamuno, ma l’avete smarrita, in una sera di pioggia, scordandola in un bar di Chivasso, Piazza della Repubblica (che è proprio di fronte al Duomo, tardo gotico, nel quale è conservata una pregevole opera di Defendente Ferrari), mentre discorrevate con un vostro amico scrittore (di racconti), stigmatizzando la sua abitudine di bere l’amaro San Simone dopo la pizza. Siete quindi rimasti senza solidi punti di riferimento.

 

P.S.: la copia in questione reca sul risguardo il mio ex libris autografo (“Il diavolo ti porti se non restituisci questo libro a Roby“). Chi passando da Chivasso la ritrovasse, per puro accidente del caso, è pregato di farmelo sapere tramite le note a questo post. Grazie infinite. Ah, dimenticavo: assieme al libro del De Unamuno ho perso pure una copia degli Scritti corsari di Pasolini (identico ex libris). Sono imperdonabile (ma non imperdibile).

Annunci

8 thoughts on “Ragioni per cui non scrivete romanzi [I]

  1. Dovremmo fare una rubrica sui libri smarriti o, peggio ancora, mai restituiti. Pensa che nel mio caso oltre Cacciari, c’è anhe una edizione bella delle poesie di Eliot. Mai perdonato chi non me l’ha restituita.

  2. Desidero sottolineare che chi ritrovasse i libri in questione (o almeno il primo dei due) e me li facesse avere, in qualche modo, avrebbe salva l’anima! Mica bruscolini.

  3. Ma non è proprio il rimanere senza solidi punti di riferimento la condiccio-sine-qualcosa-non per scrivere un romanzo? Non bastano forse dei solidi (e anche non solidi) punti interrogativi?

  4. Deborah: correremmo il rischio di fare un cahier de doleances in cui diremmo: va’ che bei libri che ci avevo…

    Gian Marco: la realtà l’accetto e la lascio, tanto nun ce sta niente a fa’.

    Dinamo: porcaccia la miseria, se non avessi smarrito il libro del De Unamuno (oppure lo ricordassi a memoria) potrei risponderti puntualmente e documentatamente e qualche altro xxxx-mente che ora mi sfugge. Si potrà comunque ascrivere i punti interrogativi alla categoria dei punti di riferimento? E hai notato che un punto interrogativo, se lo capovolgi, puoi usarlo anche come appendiabiti?

  5. Per fortuna (e non solo mia) non sono uno scrittore, o Dinamo. Quanto alla suddivisione “assertivi/dubitativi”, come tutte le suddivisioni di questo genere, mi pare un po’ troppo netta. Io, lo ripeto, “non scrittore”, quando scribacchio sono alle volte assertivo (anglicismo mica tanto bello) e alle volte dubitativo. Ma, forse, più dubitativo. Con qualche travestimento (da assertivo) [qualche volta pure da lavativo, ma transeat!].

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...