Appunti sparsi.

La torba turba il suonator di tiorba.
Il loxodonte, vecchio rodomonte,
calpesta (e crede di far cosa furba)
lo fra’ maggiore di Bellerofonte

Oromedonte era fratello di Bellerofonte. Fu ucciso da un tizio che venne a sua volta ucciso da Bellerofonte, per vendetta. Qui il colpevole è il loxodonte: il loxodonte uccide Oromedonte e viene a sua volta ucciso da Bellerofonte, magari a colpi di tiorba, e quindi seppellito nella torba. Epperò a posteriori la cosa turba Bellerofonte (bravo sonator di tiorba).

***************************

I sonetti sono roba vecchia. Dunque da dedicare ai vecchi:

Sonetto per il compleanno di nonno Giuseppe (09-04-2001)

Bello fu il giorno in cui compièi cent’anni.
Nipoti, bisnipoti e cuginetti
tutti a me intorno a chiedere “t’affanni
dei giorni che ti restano, sì stretti?”

Risposi, camminando: “benedetti,
non suole il tempo far di vita danni
se del primo arrivato i panni smetti
e ridi, quand’un cade dagli scanni”.

Scandendo queste semplici parole
sbagliai nell’appoggiare in terra il piede
e crollai basso, come le lor suole.

E riser, senza tema d’un malanno,
i cari eredi e la nutrita prole,
del nonno stramazzato. Senza scanno!

***************************

“Pax intranti, egredienti salus”

Gittati saran fuor di lor vasello [*]
e in altro vasel recepiti fienno.
Conta che non sien pezzi di cervello
ch’a tal cagion ne patirebbe il senno.

[*] Inf. XXVIII, 79

***************************

Sonetto gramo.

Dolce Madonna che mùto ‘l desìo
del cor e l’alma si cangiò nel volo
mentre piangente vidi l’àgnol mio
dir “Cave. Pulchra est. Cave, figliolo”

Zerfa la gnicca di tribàl menìo
qual tricofante che furlò l’assolo
ei della cura ne ricette addio
forte nel replicar durante duolo

Senza più supplicar codesto lasso
n’ebbe sì tanta parte ricorrente
da farne scorta, come fece il Tasso

Tanto che con bel gesto seducente
pose poi sua man poco è più basso
udendo mormorar “manca la lente”

***************************

A chi mi ha rubato il lucchetto e non la bici: baci! [Lilli Hofer]

***************************

C’era un sciur di Bubbiano
ch’aveva una colf
amante del golf
che s’adattava
e si sbottonava.
Così, la sera l’indossava,
la colf amante del golf,
quel sciur di Bubbiano.

***************************

Lady Pandora [Amilga Quasino]

introduco nel ventre
sassi roventi

uno uno e uno

risacca gorgoglio fresca

infilo per te
pensieri-sentieri uterici

indietreggi all’idea
del surriscaldamento

e m’inabisso

negl’inferi puri_ficata

***********

I put in my bowels
red-hot stones

one one and one

backwash I gurgle fresh

for you I thread
wombic thoughts-paths

you retreat just the thought
of overheating

and I sink

in the undewrworld

chaste_stuffed

***************************

Lei fece alcuni passi, goffi.
“Premiata Offelleria Biffi”,
lesse. Prese a leccarsi i baffi.
Scansò tre o quattro tipi loffi.
Pensò: prima ch’altrui ne sgraffi,
è d’uopo che io me le sbaffi,
le sapide offelle del Biffi.

E quando sbaffate le avrò
toglierò una effe e,
la lingua qua e là menando,
finalmente le sbaferò.

Così la giraffa parlò.

E ne sbafa a ufa, l’astuta zirafah!

***************************

RAMAYA [Afric Simone, 1976]

Ramaya Bokuko Ramaya abantu Ramaya Miranda tumbala,
Ho Ho Ho Ramaya bokuko Ramaya abantu Ramaya Mitumbala.

Aricki Brr Mutuana Gipelile La la la la la la,
Aricki Brr Kewana Gipelile La la la la la la,
Tumbala tumbala Maronga La la la la la la,
Aricki Brr Tatana Bitonga La la la la la la.

Hey Jamboji Bara Bara,
Hey jamboji Bara Bara,
Mulangati Chilungati,
Hey chira ba ba.

E chi ci ha capito qualcosa è bravo!

***************************

Dai dì amanti non nasce niente
dalle tame nascono i fior.

Cosa sono le tame? Boh!
***************************

La mandragola [Shiraishi Kazuko]

Per il compleanno di Sumiko

Che Dio esista o no
ha un senso dell’umorismo
come un certo tipo d’uomo.
Così, questa volta
porta una enorme mandragola[*]
venendo al picnic
al termine del cielo dei miei sogni.
Nel frattempo,
e mi dispiace,
non ho donato nulla, a Sumiko, per il suo compleanno.
Ma ora desidero poter almeno
infondere i semi di quel pene divino
nella sottile, piccola e incantevole voce di Sumiko
al culmine della corsa.

Sumiko, mi spiace molto,
ma il pene cresce rapido, giorno per giorno,
rigoglioso nel cuore della galassia
rigido come un autobus scassato
Cosicché
se tu volessi vedere
il cielo meraviglioso con tutte le sue stelle
O giusto un altro uomo invece di questo divino cazzo smisurato
un uomo che corre sull’autostrada
con una tipa bollente
dovresti stare appesa
tutto il tempo fuori della finestra dell’autobus
con gli occhi scorticati
E’ fantastico quando quel cazzo
comincia a strusciarsi contro il margine del cosmo.
In quel momento,
cara Sumiko,
il solitario brillare notturno delle stelle
e la singolare freddezza del mezzogiorno
mi penetrano le viscere.
A vederlo intero,
o anche rifiutassi di guardarlo,
perderesti la testa
perché potresti seguire a naso
quel pene impersonale, senza nome e senza tempo.
Nella cupa atmosfera
dell’andirivieni di questi vicini estranei
che si pavoneggiano nella loro teca portatile,
in quel tumulto di voci,
puoi sentire l’immensità
d’una ribellione selvaggia,
le imprecazioni d’un coso pagano.
Qualche volta
Dio è in riunione o fuori a pranzo.
Sembra che sia sparito
rifuggendo gli impegni
ma lasciando qui il pene.

Così adesso
il cazzo abbandonato da Dio
trotterella in giro come un
giovincello giulivo
e infantilmente sicuro di sé
Sorprendentemente simile all’ombra
d’un sofisticato sorriso
quel pene, valicando ogni limite
e oltre misura,
arriva fin qui
davvero unico e solitario.
Visto da qualunque prospettiva
è senza volto e senza voce.
Vorrei donarti, Sumiko
qualcosa del genere per il tuo compleanno.
Quando avvolgerà la tua intera vita
e diventerai invisibile anche a te stessa
sporadicamente ti piegherai al volere
proprio di questo pene
e vagabonderai
incessantemente.
Vorrei prendere tra le mie braccia
per sempre
qualcuno come te.

[*]: avendo tradotto dall’inglese e non dal giapponese (ché non potrei) ho reso man-root con mandragola (anziché ginseng, come sarebbe giusto) perché l’espressione “manroot”, in slang, significa, semplicemente “cazzo”. Mi è sembrato che “mandragola” funzionasse meglio di “ginseng” in questo contesto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...