Lampioni.

La via Vibò è diritta come un righello, dall’inizio alla fine. Verso il Corso Venezia, passata la piazzetta di Chiesa della Salute, il marciapiedi era non asfaltato, ricoperto bensì di quelle lastre granitiche, larghe circa un metro, che qui chiaman lose. Alla destra, verso il Corso, la bottega d’un macellaio, quella d’una parrucchiera, un’osteria – che qui, al tempo, dicevan piola – e un antro slargato, come un magazzino, che serviva di officina per la riparazione d’auto e motocicli. Vi camminavo svelto, come ogni mattina, per raggiungere il vicino Istituto Tecnico. Una ragazza veniva di verso a me e, non avendola mai veduta e riconoscendola assai bella, pensai che non fosse abitudinaria di quel tratto di strada. Presi allora a guardarla intensamente, come a voler dissetarmi di quella bellezza che non si sarebbe certo ripresentata. Un lampo e mi sentii svenire. Ottuso dalla bellezza che fluttuava, su quel marciapiedi granitico, avevo del tutto dimenticato che, poco più a sinistra, giusto al bordo del marciapiedi stesso, v’era una fila di lampioni. La memoria tradisce e inganna: ripassato per lì, pochi anni or sono, rividi i lampioni e mi parvero identici. Nemmeno un segno sul mio lampione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...