Metà poesia.

Eccomi, folle, tutta per voi,
potete fare di me quello che volete,
con amore o indifferenza,
poco importa; resto.

I vostri giorni di quiete o di rancore,
la vostra anima indolente,
spirito di battaglia, potete anche ridere
di me, la mia forma, ma resto.

Il sentiero del vento, come
una cagna fedele, affamata di un gesto,
mi sta leggendo e la sua voce
la sento amica.

Parole dell’innocenza;
con implacabile dolcezza
divento una poesia.
Rimane fra gli spazi bianchi
un aroma di sigaretta dimenticata
nella brace del passato.

Eccomi, sono nuda e folle:
la mia camicia di forza è
questa distanza tra me e voi.

Una poesia appartiene a questa distanza,
a questo scarto lieve tra l’essere e il non essere.

E perché no? Potrei finire qui,
con un guizzo d’ironia, perché sono
nuda e folle e ora: mi scappa la pipì.

[da un testo di Ric Farina]

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