Ultimo parla il corvo.

L’ùpupa intinse il becco nella polla del risciacquo, spiccò il volo e s’avventò sul volto del poeta. Gli serrò le labbra, con le zampe, e le usò come avrebbe fatto con un ramo, per sostenersi, mentre con tutta la forza ne beccava e beccava e beccava ancora gli zigomi e gli occhi. Sopraffatto, il poeta non ebbe la forza di allontanare l’uccello con le mani, che brancolavano vacue, e stramazzò. “Un lavoro ben compiuto, ùpupa”, osservò il corvo.

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2 thoughts on “Ultimo parla il corvo.

    • Può essere. Io, però, non avevo affatto Hitch in mente. Ho messo assieme queste quattro parole per gioco e per sfogo. Ma ammetto che vanno oltre le mie intenzioni (cosa possibile, pure in mancanza di intenzioni). Può pure darsi che significhino qualcosa!

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